Un momento di silenzio

Sono una partecipante ai laboratori Genitori Consapevoli del CPP. Tutti i presenti hanno avuto il modo e il tempo di prendere la parola e dire la loro, ma dopo un'ora piena di tante voci  Elena Passerini ci ha invitati a un momento di meditazione e di silenzio, per prestare attenzione semplicemente al proprio respiro.

Inspiro, so che sto inspirando.

Espiro, so che sto espirando.

Alcuni di noi hanno chiuso gli occhi.

Tutti hanno mantenuto il silenzio per alcuni minuti.

Da quanto tempo non mi concedevo un momento di pausa! Davvero da anni!

Da quando sono nati i miei tre figli l'idea di concedermi un momento soltanto per me mi appare, appunto, come una concessione. Ma potrebbe essere invece una necessità.

Sempre c'è qualcosa da fare, oppure da preparare, oppure da pensare o temere. Continuamente vengo interrotta e comunque l'organizzazione delle mie giornate si scontra con qualche intoppo e anche i momenti di cura di me e dei miei figli sono in vista di qualche cosa da fare, di qualcosa d'altro.

Eppure sono bastati quattro minuti di silenzio, di respiro consapevole, di muta condivisione, per farmi ritrovare il senso dell'essere io qui, ora, per me.

Posso fermarmi e tirare il fiato.

Ma perchè da anni non lo facevo più?

Ora so che basta poco, dipende da me, posso darmi il permesso di staccare la spina, di ricaricarmi e ricominciare da qui, ora.

Effettivamente, fare silenzio è una azione collettiva, non dipende solo da me. Sarebbe utile organizzarsi per imparare ad apprezzare il silenzio e a non riempirlo sempre e comunque.

Ho scoperto che a Savona lo fanno da decenni, per un preciso motivo.

La campana di Savona

(L'immagine è di Plymouth Mind, UK)

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