Punti di vista

Nel gruppo del laboratorio "Genitori Consapevoli" ho la possibilità di ascoltare gli altri genitori, di dedicare tempo e attenzione a questa pratica. A volte il semplice ascoltare altri che vivono le stesse fatiche è un sollievo e un apprendimento. In questo modo alcune difficoltà si ridimensionano e diminuisce quel senso di impotenza e solitudine che mi affligge quando mi accorgo di ripetere sempre le stesse cose con i figli, ma non sono l'unica.

Oltre alle somiglianze, emergono anche le differenze, grazie a una pratica di condivisione tra genitori fatta in modo intenzionale, accogliente, al riparo da giudizi o dibattiti generici. La condivisione è d'aiuto e permette di mettere in luce le famiglie, che sono diversissime sotto molti profili, non solo materiali o organizzativi. Alcuni bambini arrivano dopo essere stati cercati e attesi per anni. O al contrario coppie giovani e precarie si trovano ad accogliere un figlio "imprevisto". Alcuni genitori invece sono adottivi e vivono la fatica aggiuntiva di cercare di sanare le ferite che i figli hanno subito per l'abbandono dei genitori biologici e l'insufficienza delle cure ricevute negli istituti dove hanno vissuto prima di arrivare nella loro famiglia. Alcune mamme sono più tranquille, riescono ad esempio a dormire e a lasciar dormire il bambino nella culla, poi nel suo lettino e nella sua cameretta. Altre si sentono in ansia e cercano di avere sempre tutto sotto controllo, anche di notte. Tutti sono qui perché sono disponibili e interessati al confronto. Non è poco né scontato! Siamo aperti a farci domande, ad ascoltare, ad approfodire, a considerare e riconsiderare le questioni basilari dell'educazione dei figli.

Per tutti diventare genitore rappresenta una rivoluzione nella propria vita di adulto.

Tutto è da reinventare. Il cambiamento è irreversibile e generativo di nuovi incontri e associazioni: l'educazione è una questione della comunità, non può essere relegata all'interno delle famiglie.

Alcuni hanno l'aiuto di nonni e parenti, Per altri, più che un aiuto, si tratta di continue occasioni di conflitto, non sempre gestito in modi molto costruttivi.

I modelli genitoriali che ognuno ha subito e vissuto da piccolo vengono rivisti. A volte facciamo il contrario di quello che ci è stato fatto. A volte ripetiamo le stesse cose, non sempre per una scelta convinta. A volte riusciamo a elaborare risposte più nostre, quelle che riteniamo più funzionali ai bisogni dei nostri figli in questo tempo.

In tutti i casi, la possibilità di condividere in un gruppo di genitori diversi punti di vista  è una opportunità salutare, permette di diventare più consapevoli del proprio modo di essere genitori, di sperimentare qualcosa di nuovo e soprattutto di avviarsi effettivamente nella direzione della assunzione di una responsabilità educativa più comunitaria, più condivisa e meditata, con il contributo di molteplici sguardi adulti.

 

(L'immagine rappresenta una Conflict Card © CPP)

 

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