Il suono delle campanelle

Ho due figli, uno piccolo e uno più grande di otto anni, malato.

Come succede generalmente ai genitori, ho sempre la testa piena zeppa di preoccupazioni, pensieri, cose da fare, da rimediare, appuntamenti, distrazioni, impegni, scadenze da rincorrere per lavoro o per necessità.

Mi organizzo e ce la caviamo.

A casa utilizzo anch'io la campana, un mezzo che mi aiuta a riconnettermi con me stessa, con quello che effettivamente sento, con il momento presente.

Per i bambini piccoli è facile, loro non comprendono nemmeno l'idea che sembra dominare gli adulti: "domani". Loro vivono spontaneamente nel presente. Quando hanno timori, temono qualcosa che c'è o che non c'è nel presente, non nel futuro.

Per me, forse generalmente per gli adulti, è difficile.

La campana mi aiuta a tornare al momento presente, a esserci e anche a esserci per i figli.

I pensieri e le ansie naturalmente non svaniscono con un "dong!". Ma l'attenzione converge. Si può fermarsi e ascoltare. Ho ritrovato una campana simile alla mia nel laboratorio Genitori Consapevoli del CPP.

E' bella!

Mi dicono che nella comunità di Plum Village una campana più forte di questa, diverse volte al giorno, risuona. Allora gli adulti si fermano, interrompono quello che stavano facendo e dicendo e ascoltano la lunga nota metallica, che vibra ancora a lungo dopo l'iniziale rintocco.

I bambini non hanno bisogno di farlo. Possono continuare a muoversi e si accorgono che stare in silenzio è possibile, realmente. Anche in una sala  dove tantissime persone mangiano può accadere. Può capitare allora di udire la voce di un uccello e del vento. Poi, riprende il suono delle posate, tranquillamente.

Personalmente non conosco Plum Village né il buddismo. Da anni uso la mia campana, funziona anche se è molto diversa da quella enorme di Plum Village.

 

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