Il bisbiglio – The Whisper

Questa pratica favorisce l'ascolto reciproco tra i partecipanti a incontri che coinvolgono un numero alto di genitori in un setting di tipo tradizionale cioè: un teatro, un auditorium, una grande sala con le file parallele per il pubblico e chi conduce la serata in piedi o seduto di fronte a tutti.

I genitori che partecipano a un incontro sull’educazione familiare sono portatori di curiosità, di fiducia nelle persone che hanno organizzato l’incontro e di bisogni personali. La propria esperienza familiare apre al desiderio di migliorare la propria relazione educativa con i figli. È questo l’importante primo passo che consente all’incontro di avere luogo, cioè di riempire la sala di persone in attesa della conduzione sul tema indicato, pronte ad ascoltare la persona di riconosciuta esperienza che ha assunto questo ruolo. Fatto questo primo passo, “la palla” passa dunque in mano a chi conduce l’incontro, che prende la parola inizialmente. Poi è bene che i partecipanti si esprimano, se non a tutti, almeno a qualcuno. Generalmente la ritualità dell’incontro di Scuola Genitori prevede un tempo “frontale” in cui ha la parola chi conduce l’incontro e poi un tempo “del pubblico” utilizzato per porre all’attenzione di tutti domande o riflessioni portate da alcuni partecipanti: 4 o 10, al massimo 12, mentre il totale dei presenti può essere anche di 200 persone.

La pratica del Bisbiglio permette di attivare di più tutti i partecipanti in modo da evitare che molti di loro rimangano sempre soltanto in un ruolo puramente ricettivo.

Quando il relatore ha terminato la sua prima comunicazione, frontale, annuncia che darà la parola a chi la vuole per passare così alla parte interattiva dell’incontro. Per arrivare a questo chiede a tutti di usare 3 o 4  minuti per parlare con il proprio vicino, per scambiare una opinione, un commento, una domanda più o meno confidenziale. Così gli interventi rivolti a tutto il pubblico, possibili solo per alcuni e non per tutti, non saranno l'unica ocasione di esprimersi. La richiesta è di parlarsi in coppie bisbigliando,  sopportando il bisbiglio collettivo e prestando ascolto solo al proprio interlocutore. Si può parlare con il vicino di fianco sulla stessa fila di poltroncine o con un vicino dell’altra fila in caso di numeri dispari.

Questa pratica, che stupisce i partecipanti che si aspettano un rituale più tradizionale, ha l’effetto di permettere a tutti di esprimersi per qualche minuto e di rompere un tipo di setting che mette i genitori in una posizione di tipo soprattutto ricettivo. 

http://www.genitorialbino.it/2017/11/aiutare-i-figli-nelle-scelte-2-serata-genitori-a-scuola/

ENGLISH TRANSLATION

This practice may be used during a meeting with a high number of parents sitting in a traditional theatre, an auditorium, with a public listening to the expert of education.

Parents who participate in a meeting on family education and mindful parenting are carriers of curiosity, personal needs and confidence in organizers. Their needs are related to their own family experience and their desire to improve the relationship with children. This is the important first step that allows the meeting to take place, to fill the room of people waiting for something about the theme of the evening, ready to listen to the person of recognized experience that has the role of expert of education. Having done this first step by the public, to be there as parents who want to be a more mindful parent, want to learn more about parenting, "the ball" then passes in the hands of those who lead the meeting, who takes the floor. After some time, the participants can speak too, at least a few of them. Generally the time keeping of a meeting of parents School has one hour for a lecture and an hour for the public, for questions or reflections brought by some participants: 4 or 10 or 12, while the total of those present can also be of 200 people.
The practice of the whisper allows all the participants to speak in order to avoid that many of them have to be only in a purely receptive role.
When the lecturer has finished his first communication, before giving the floor to those who want it and move to the interactive part of the meeting, he or she asks everyone to use 3 or 4 minutes to speak to the person nearby to exchange an opinion , a comment, a more or less confidential question. After it, it will be possible for somebody to say something to all the public or ask a question, but this will be possible only for some people and not for all. The request is to speak to each other in pairs by whispering, bearing the collective whisper and listening only to one's interlocutor. You can talk with the person near on the same row of armchairs or with one of the other row in case of odd numbers.
This practice amazes the participants, who expect a more traditional ritual. Somebody of them is used to take the floor in public and somebody else will not do it and he or she is used to remain silent. With this practice, that takes 6 or 8 minutes only, everybody is allowed to express themselves for a few minutes and to pay attention not only to the expert's words but to the the other parent's words.

It is a practice that may break a type of setting that puts the parents in a receptive position only, a passive role and it gives everybody the chance to focus on a personal question or observation.

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