Genitori consumisti o genitori ben organizzati?

Sono una mamma che lavora a tempo pieno. Il caso mi ha dato questa carta.

Effettivamente mi ha dato da riflettere. Quanto influisce nella mia e nella nostra relazione con i figli e la famiglia un certo modo consumistico di pensare ai soldi?

Si fa in fretta a cedere senza riflettere a certe  suggestioni pubblicitarie, anche stravaganti o dannose, se crediamo che quella spesa sia fatta per la gioia dei bambini.

Ma quante sono le cose che compriamo per i figli che in effetti non sono belle né utili, alle volte dannose, raramente indispensabili e forse nemmeno gradite? Ci sono voluti un paio d'anni, ma ora con i genitori delle classi dei miei figli ci siamo organizzati meglio per le feste di compleanno. All'inizio coprivamo i bambini di giocattolini abbastanza a caso, piuttosto economici ma alla moda, ma poi le piccole somme moltiplicate per due o tre figli e per 20 e 25 compagni di scuola diventerebbero un mutuo!

Quindi sono riuscita a parlarne apertamente. Siamo usciti dall'avere aspettative reciproche ma non dette, magari sbagliate, certamente implicite e inevitabilmente consumistiche. Adesso ci organizziamo al parco con festicciole fatte con la aperta collaborazione di diversi festeggiati e tanti amici.  Quindi ai bambini arrivano pochi regali ma belli, scelti bene, pensandoci e ascoltando meglio i bambini. Anche le cose da mangiare sono di migliore qualità, non solo trash food da festa.

Si può fare, il problema non è nemmeno organizzativo. L'essenziale è prendere consapevolezza anche di queste dinamiche che sono molto più grandi di noi, sono una cultura e un modello economico. Possiamo però parlarne, molto apertamente, senza timore di criticare o di essere giudicati tirchi. Quando non lo facevamo, lasciavamo al marketing la responsabilità di scegliere quali oggetti entrano nella stanza di nostro figlio,  di assumere alla cieca animatori sconosciuti per far giocare a comando dei bambini che saprebbero giocare tra di loro.

Anche questa è consapevolezza.

Ho delle amiche che lavorano troppo e troppo lontano da casa e si sentono in colpa o in difficoltà verso i loro bambini e per questo il rapporto con i soldi diventa difficile. Io sono orgogliosamente figlia di una grande lavoratrice, sono impegnata nel mio lavoro, non ho sensi di colpa e vorrei investire i miei soldi piuttosto per l'istruzione e l'educazione di figli, non certo per festicciole caotiche.

Spero che l'esperienza che abbiamo fatto noi sia di aiuto per voi genitori di bambini più piccoli, non ancora toccati dai costi delle festicciole per i bambini.

(L'immagine è una Conflict Cards ©CPP Piacenza Italia)

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