è permesso giocare?

Sono un nonno. Ora sono in pensione ma ho sempre fatto il bidello, quindi di bambini ne ho visti un mondo. Ho molti nipoti da tanti anni, li vado a prendere a scuola con mia moglie e li teniamo spesso, li portiamo al parco a giocare e correre un po’.

Abitiamo vicino e mia moglie li accompagna a scuola e a volte va agli incontri per i genitori.

È vero che i genitori di oggi sono diversi dai nostri genitori e anche da me.

Io i miei nipoti li faccio salire sugli alberi.

Non sul fico, lo so io quali sono gli alberi giusti. Se ne trovano anche in città e sono fatti per farci salire i bambini, anche quelli piccoli.

Ci sono delle mamme che mi guardano storto.

Hanno paura anche se i bambini giocano con le foglie, dicono che potrebbero prendere la leptospirosi, potrebbe esserci passato un topo!

Hanno paura di lasciarli andare a scuola da soli anche quando sono grandi.

Io a cinque anni andavo da solo alla scuola materna. Non c’era lo scuolabus!

Dopo un chilometro di campagna trovavo degli amici e continuavamo camminando insieme altri due chilometri, giocando anche, ma arrivavamo a scuola. Si faceva così perché i genitori facevano i contadini o gli operai, non avevano tempo ed erano abituati così, in campagna e in montagna. Però i bambini se avevano bisogno potevano chiedere a qualsiasi adulto. Ma noi stavamo insieme tutto il giorno, giocavamo sempre, andavamo a casa per mangiare e dormire. Di giocattoli ne avevamo pochi, di libri zero, però avevamo le bande. Giocavamo anche “alla guerra”, ma non ci siamo mai fatti male, solo qualche graffio. Così ho imparto a cavarmela. Ci divertivamo e ce la cavavamo sempre, ci sentivamo liberi.

Mia moglie ha partecipato a un incontro per i genitori con Elena Passerini. Si sono messi a chiacchierare in gruppetti sui giochi che facevano da bambini. Dove giocavano? Quando? Come? con che cosa? con chi? Si sono divertiti un mondo a ricordare quei tempi, giocavamo sempre, tranne quando avevamo qualche obbligo a casa o a scuola. I bambini di adesso invece hanno poco tempo e pochi spazi liberi per giocare semplicemente tra di loro, senza il continuo controllo di qualche adulto.

Io lo sapevo già che è bello che i bambini possano giocare e arrampicarsi liberamente, senza essere oppressi dalle paure dei genitori.

Ma farebbe molto bene se i genitori giovani fossero più consapevoli di quanto è importante giocare, stare tra bambini, non aver niente da fare, poter giocare e basta. Anch’io, per la verità, ho insegnato solo qualche gioco ai miei nipoti, i giochi di strada non li conoscono quasi più.

Ecco un commento pubblicato da una mamma su Facebook:

https://www.facebook.com/groups/genitorigorla/permalink/1969887473255191/?comment_id=1970520879858517&comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22R%22%7D

Michela

Questo nonno ha raccontato la mia infanzia , vissuta in un paese di mare ....dal cortile di casa mia , "partiva" un grande podere , con tantissimi alberi di agrumi , fichi , peschi ecc...stalle con mucche e vitelli e poi coniglietti, maiali , galline ecc...
Questi nostri vicini/amici avevano ben undici figli ! io , povera , figlia unica allora , ho avuto cosi tanti "fratelli "
Subito dopo la Scuola, il tempo di mangiare e via a giocare !
Ricordo anche la casetta costruita su pagliai altissimi (così li ricordo considerando la mia età ) ...ricordo le raccomandazioni di. mia nonna , sulle cose da fare e da non fare ....la vigilanza era a distanza, quindi non vedendo adulti a sorvegliarci, ci sentivamo liberi e grandi !
Eravamo una piccola banda formata da solo una bimba degli undici fratelli ...gli altri , di diverse età tutti più grandi...e poi altri bambini del palazzo ...ma ogni adulto del palazzo che passava vigilava. ..
Quindi arrampicate su alberi , scorpacciate di frutta , e tutti i giochi all'aperto ....
A otto anni sono approdata a Milano, per motivi di lavoro di. mio padre , e devo dire, sono rimasta scioccata ! L'appartamento al terzo piano in Via Vitruvio, seppure bello , ampio e con balconi . ...mi è apparso una prigione !
Per non parlare della Scuola Galvani , enorme, vecchia buia ....venivo da una scuola piccola con 4 classi ...e la mia insegnante era amica della mia mamma .
Ma i bambini hanno grande senso di adattamento, dopo un annetto , pur sentendo grande nostalgia di tutto quello che avevo lasciato , ho fatto amicizia con Milano !

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