Dalla lamentela alla consapevolezza

Sono Monica, la portavoce dell’Associazione  IMMAGINAFAMIGLIE che ha organizzato in collaborazione con il CPP il laboratorio Genitori Consapevoli ad Albenga nell'ambito del progetto Emp:path. I  laboratorio si svolgono presso casa mia, che da poco è un centro culturale e sociale e sede dell’Associazione.

La prima serata era intitolata “autonomia”, vista da tante sedie messe in circolo nel salone, nella casa che ha visto tante storie di una famiglia nel suo passato e ora accoglie 25 mamme e un papà. Che bello vedere persone che mentre aspettano l’inizio dell’incontro parlano, raccontano le loro esperienze di genitore.

Passo tra di loro insieme alla mia collega per fare accoglienza. Che bella parola accoglienza. Ascolto e chiacchiero, alcune di loro le conosco altre no, ma in tutte noto il piacere di essere lì, curiose di sapere cosa succederà. Non faccio anticipazioni per lasciare libero il pensiero e la partecipazione e non cadere negli stereotipi o nelle aspettative.

Mi unisco a un gruppetto e una di loro, guardandosi in giro, mi dice: “ecco come al solito tutte mamme”. Inizia da questa prima voce un’ escalation di lamentele  e luoghi comuni sull’idea di papà assenti, mamme sempre impegnate a formarsi e confrontarsi, mamme che leggono su internet come fare al meglio, mamme riunite in associazioni per aiutarsi … Dei padri nemmeno l’ombra.

Mentre loro discutono, mi accorgo che anche io all’inizio avevo avuto questo pensiero. Invece una mamma diceva: “mio marito è a casa con i nostri bambini”. Ho ascoltato anche lei e non mi sono più fatta appassionare dal pensiero lineare dei papà assenti.

Dopo un attimo di silenzio del gruppo lamentoso, intervengo: “anche io all’inizio ho pensato che come al solito ci sono solo mamme, ma se ci pensate bene, i papà stasera non ci sono perché sono a casa con i vostri figli. Questa in fondo è una novità buona per un paese come l’Italia… Mamme che possono dedicarsi a proprie attività di apprendimento perché finalmente anche i papà si occupano dei figli a partire da quando sono molto piccoli e li mettono a letto”.

Un attimo di silenzio, un po’ di confusione e la possibilità di vedere le cose oltre la prospettiva della lamentela.

Quanto è importante ascoltarsi, ascoltare le storie reali del qui e ora. In quel “ora” i padri erano a casa. La loro assenza non era un’assenza ma una presenza da un’altra parte.

“Certo sarebbe bello potessi venire insieme a mio marito la prossima volta, ma non si può o io o lui” - dice una mamma.

Bene, rispondo io : “Troviamo una soluzione, potremmo pensare di organizzare un servizio baby sitter per i prossimi incontri? Cosa ne dite?”.

Da quel momento abbiamo iniziato a pensare se sia fattibile, come potremmo fare e dove, insomma abbiamo dimenticato la lamentela che ci inchiodava all’impossibile e abbiamo iniziato a progettare un cambiamento.

Quanto è importante ascoltarsi quanto è importante essere consapevoli!

Una serata per una piccola rivoluzione, quella di cambiare atteggiamento, visione e di renderci più consapevoli, toglierci gli occhiali del pregiudizio per mettere quelli dell’ascolto. È importante guardare, chiedere, registrare il presente, riprenderci la possibilità di vedere il qui e ora, di raccontarcelo e di cambiarlo. Non poco al giorno d’oggi.

Ci siamo poi consentite di partecipare al laboratorio stando in quel presente, ritornando a casa, non arrabbiate perché i papà non c’erano ma grate a noi e a loro per l’esperienza vissuta che sarà credo condivisa per portare alla famiglia nuovi stimoli.

Bene, continuiamo così!

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