Conclusioni del progetto EMP:PATH Laboratori Genitori Consapevoli

Consapevolezza è anche dirsi: dove siamo arrivati a questo punto, in conclusione al progetto Erasmus +? Dove ci ho portati il progetto EMP:PATH Laboratori Genitori Consapevoli?


Il partner italiano, Centro Psicopedagocico per l'educazione e la gestione dei conflitti   http://www.cppp.it   è un istituto che fa innanzitutto formazione sul conflitto, inteso come occasione di possibili apprendimenti e cambiamenti evolutivi. Inoltre propone in Italia una Scuola Genitori con serate rivolte a platee numerose e servizi di Consulenza educativa rivolti ai singoli genitori e alle coppie. L'obiettivo è affrontare i problemi in una cornice perdagogica e di  costruire una comunità educante consapevole delle necessità educative di bambine, bambini, ragazzi e ragazze.
Il progetto Empath ha coinvolto soprattutto chi scrive, Elena Passerini, nelle attività del progetto. Ho condiviso insieme ai partner austriaci, francesi e inglesi tutte le parti del progetto che sono ben descritte nel sito, come nella buona sintesi che si trova dettagliata qui  http://www.mindfulness-in-parenting.eu/les-resultats-de-ce-projet-au-sein-de-notre-association-transculture-lydille-lang/ .
Insieme abbiamo imparato molto, abbiamo condiviso momenti di lavoro produttivo, esperienze di esplorazione e conoscenza di importanti maestri internazionali di Mindfulness e soprattutto l'esperienza di traduzione di tutto questo nel lavoro fatto a livello locale: le serate per i genitori che in Italia abbiamo chiamato EMP:PATH Laboratori Genitori Consapevoli e le storie e gli articoli in che trovate su questo sito nella sezione "italiano". Ho condotto numerosi workshop per molti gruppi di genitori, brevi serie di due o tre incontri o incontri singoli fatti nel quadro di un progetto locale. Alcuni incontri sono stati portati avanti in co-conduzione con altri formatori e formatrici del CPP, in modo da coinvolgere nel progetto chi non ha partecipato ai viaggi: Laura Beltrami, Lorella Boccalini, Emanuela Cusimano, Laura Petrini, Paolo Ragusa. Alcuni workshop sono stati condotti insieme a loro in co-conduzione, allo scopo di affiancare alcune pratiche di Mindfulness e altre pratiche e discorsi più strettamente attinenti all'ambito pedagogico che interessa ai genitori e li spinge a cercare un supporto al loro ruolo educativo.
Quello che emerge da queste esperienze è la possibilità di costruire delle risposte ai bisogni delle famiglie diverse da quelle "tradizionali". Anche con l'utilizzo degli strumenti elaborati dalla Mindfulness, è possibile ai genitori incontrarsi in gruppi di varia dimensione, da meno di dieci a una trentina o molti di più, al fine di fare assieme dei piccoli passi nella direzione di una genitorialità più consapevole, meditata, tranquilla, riflessiva, sicura di sé. Si tratta di costruire per i gruppi delle occasioni di apprendimento basate non tanto sulle informazioni e sulla pedagogia ma soprattutto sulla soggettività di ogni singolo genitore e sulla condivisione con gli altri genitori di esperienze e pratiche significative. Il risultato atteso e anche raggiunto, in qualche misura per ciascun partecipante, è la crescita di alcune importanti capacità dei genitori di figli di qualunque età: sono qui adesso, sono presente, sono consapevole del mio respiro, delle mie emozioni, del frullare dei miei pensieri. Sono un soggetto attivo e adulto, posso dare e chiedere aiuto sia in relazione agli altri genitori che ai figli. Sono capace di rendere più consapevole il contatto con me stesso, con la mia storia personale, con le mie emozioni. Sono capace di valorizzare la reciprocità la mia relazione con gli altri: figli, figlie e gli adulti con cui condivido in varia misura la responsabilità educativa.

In questo quadro il partner italiano ha dato soprattutto due contributi specifici e importanti.

Il metodo Litigare Bene di Daniele Novara applicato  nell'ambito familiare, non solo nell'ambito scolastico. I genitori possono ottenere ottimi vantaggi applicando il metodo, cioè smettendo di intervenire nei litigi infantili per cercare un colpevole da punire o per imporre una soluzione. Il racconto di una mamma risulta particolarmente convincente: anche i genitori, grazie a un atteggiamento più informato e consapevole verso i figli che litigano, possono aiutarli a mettere in parole le loro emozioni e il loro punto di vista e ad ascoltare la versione dell'altro, imparando così a usare le parole e non le mani per litigare. http://www.mindfulness-in-parenting.eu/litigare-bene-tra-amici/

Un altro prezioso contributo è l'approccio psicodrammatico, inteso come modo di far lavorare il gruppo, anche senza necessariamente arrivare a un vero e proprio psicodramma con il protagonista. A Piacenza nel Teatro di Psicodramma del CPP abbiamo passato un paio d'ore molto intense durante la mia conduzione del gruppo dei partner. http://cppp.it/chi-siamo/dettaglio/l-istituto/lo-psicodramma-nellapprendimento-sui-conflitti

Modalità simili sono state usate in alcuni workshop EMP:PATH Laboratori Genitori Consapevoli, in alcuni dei quali c'è stato anche il lavoro con il protagonista. Abbiamo così affiancato alle pratiche più tipiche della Mindfulness, quelle legate alla respirazione e alla meditazione, altre azioni orientate a una consapevolezza intesa anche nella relazione con l'altro e non solo come consapevolezza di sè. L'obiettivo è imparare a tessere relazioni meno interdipendenti e più intersoggettive e circolari tra tutti i partecipanti.

Dunque abbiamo aperto una nuova modalità di lavoro con i genitori che consiste in incontri per gruppi di genitori che chiunque può frequentare, senza alcun prerequisito, ma è in effetti basata su una consapevolezza metodologica, teorica e pedagogica di chi li conduce piuttosto vasta e articolata.

Elena Passerini

 

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